Il mulino di contrà Bauci ad Altissimo.

 

di Miro Monchelato, storico locale.

Nei documenti antichi che interessano l’Alta Valle del Chiampo, si viene a conoscenza della presenza di contrada Bauci ad Altissimo nel 1424 quando Elisabetta Malaspina concede delle terre a livello a Nicolaum q. Henrici a Molendino ab Altissimo in contracta de Baucis.

 Tre anni dopo, nel 1427, Pietro Goncio del Prà d’Altissimo e Domenico del q. Scremin  investono di livello Pietro del q. Nicola Zuccherini da Volpiana di una posta di molino slavinata in contracta Vallis Plane presso due valli da tre parti….. Si ricorda che i nomi delle contrade a quel tempo, erano ancora in continua trasformazione ma la citazione delle due valli è un elemento importante e decisivo per la localizzazione della contada Vallis Plane in quanto la Val dei Bittarelli e la Val Righello presentano lo sbocco nel torrente Chiampo proprio dirimpetto al molino. Dissipa eventuali dubbi, un disegno del notaio Girolamo Ferrari di Crespadoro, datato 1694, il quale illustra l’area circostante a contrada Bauci, descrivendo molto chiaramente l’ubicazione del mulino e la Val Piana.A parte i riferimenti quattrocenteschi che interessano la presenza del mulino, riportiamo alcune variazioni di proprietà per far comprendere meglio quanto in alcuni periodi fosse instabile l’appartenenza del mulino stesso precisando che nella ricerca non sono stati consultati i documenti del cinquecento.

Nel 1618 Gio Antonio del q. Messer Antonio Slavina concede in location temporale a Zuanne del q. Andrea Bauce d’Altissimo la mità de un molino con tutti li suoi istrumenti necessarij atti al macinar biade posto in contrà di Bauci appresso il ghebbo del fiume… L’atto continua riportando l’affitto che Zuanne doveva pagare annualmentea la sua  promessa di macinar gratis et senza alcun guadagno e a tutte sue spese e danni tutta la quantità di biada necessaria per l’uso della famiglia di esso Messer Gio Antonio; ma anche di mantenir il detto mulino indentato e imbrazzolato et anco di far battere li quattro martelli che da essi contraenti saranno comprati a spese comuni…poi l’obbligo di mantenir la roza serviente ad esso molino alla qual spesa sij esso Zuanne lui solo obbligato. La proprietà di questo molino era di Domino Oratio q. Domino Giacomo Balzo da Chiampo, ma nel 1622 Gio Antonio dalla Slavina svincolò per il pretio de ducati cento cinquanta correnti l’istrumento di livello in tutte le sue parti...

Nel 1625 Domenego q. Simon de Capitani de Crespadoro cede la sua metta del mulino con tutti li suoi appannamenti da macinare posto in contrada dei Bauci in loco appresso il fiume a Messer Zuan Batta q. Cristian Dal Sacco (atti del notaio Abramo dal Sacco). Nel 1628 Batta figliolo de Messer Piero de Pino dalla Gassa de Altissimo investe di livello per dieci anni Antonio q. Domenico Simonetti de San Piero in Mozzolino, della mettà di un molendino con roza, mole et altri ordigninecessari al macinare con la sua rozza et acqua solita che serve al detto mulin posto e situato in ara de Bauci appresso il ghebo del fiume confinando a mattina gli eredi di Andrea Bauce, a mezzogiorno la strada che serve al detto mulin.

 

L’altra metà del molino cambiò  conduzione  nel 1650. Era di proprietà di Zanmaria  q. Michele di Brusaferri attuale legittimo proprietario delli infrascritti beni che furono del q. Zanne q. Andrea di Bauci e delli q.q. Andrea e Reverendo Michele fratelli del medemo q. Zuanne… il nuovo proprietario divenne Dominico figlio del q. Ms. Gio Antonio Bauce  al presente abitante alla Slavina d’Altissimo (inizio della genealogia Slavina) che acquistò case e terre e un mulin a palle metà coperto a coppi con le sue molle, ordigni e in strumenti, roza et acqua in ragion di adacquare che confina verso realto con Francesco Bauce e a sera con Antonio Simonetto ( atto notaio Zan Batta dal Cortivo)

Invece da un  atto del notaio Domenico  Slavina troviamo  le primordi della famiglia Ferrari in contrada, questo nel 1726 quando Jseppo Ferrari dal Molin di Bauzi de Altissimo acquistò dei appezzamenti di terre in zona. Una riconferma dalla presenza della famiglia Ferrari, che pero risulta essere già proprietaria del mulino, la troviamo in un atto del notaio Natal Peroni del 1743 dove certo Domenico Repele habitante al presente in contrà di Bauci d’Altissimo vendealli Ms. Andrea q. Paolo Ferrari dal Molin di detto loco, zio, e Paolo q. Jseppo suo nipote, una pezza di terra in luogo dell’arzene  delle giare del molin compreso la roza del molin. L’acquisto di questo appezzamento di terra servivaai Ferrari per far delle modifiche della condotta d’acqua: questo lo si capisce perchè nell’atto la scavazione di detta roza doveva avvenire nel sitto proprio, dentro li suoi confini e star lontani dalla cantonata dell’orto di Ms Giacomo dalla Valle  di Bauci esistente appresso la strada consotiva servente al detto molin. Dalla contenuto che segue nel documento, si comprende che stavano costruendo un nuovo tratto stradale in quanto il tratto della roggia di scarico veniva modificato.

Al momento non si sono trovati gli atti dell’iniziale investitura della proprietà del molino alla famiglia Ferrari, tuttavia, nel censimento del catasto Austriaco del 1850 questo bene apparteneva ai fratelli Giuseppe, Paolo, Domenico e Attilio q. Paolo Ferrari ed è rimasto sempre di proprietà della famiglia fino che l’attività fu chiusa verso il 1975, dopo ben 230 anni.

Nei secoli passati, la professione il mugnaio ebbe un ruolo preminente nell’economia dell’Alta Val Chiampo. Basti pensare che nel solo censimento del Maccà, nel 1813 erano in funzione sei mulini a San Pietro Mussolino, dieci ad Altissimo, cinque a Crespadoro e ben 14 nel comun di Durlo.

In quasi tutti questi luoghi di lavoro, sono rimasti solamente dei ruderi a testimonianza di questa antica professione, tuttavia,  a contrada Sanzini dell’antico mulino funziona ancora soltanto la macina mentre contrada Bosco di Marana, delle circostanze e caratteristiche collocano questa elemento visivo in un contesto particolarmente scomodo per essere visitabile e recuperabile.